Sergio Marcelli

La fotografia è liquida.

Sovente è una pozzanghera che ha dentro

il colore dell’ultimo ricordo.

 

Gabriele Perretta

 

 

SERGIO MARCELLI

Fotografo, film maker, autore e artista, Sergio Marcelli nasce ad Ancona nel 1971, una regione - le Marche - con una lunga tradizione fotografica.

Ritrattista di vocazione, lavora nel cinema, nella moda, nella pubblicità, ma è anche ideatore di eventi culturali e artista. La sua opera è stata presentata in diverse città europee ed è oggetto di collezioni museali e pubblicazioni.

Dal 1999 al 2017 è docente di Fotografia all’Accademia di Design Poliarte di Ancona, fra il 1998 e il 2004 vive a Berlino dove inizia a sperimentare il super 8. Nel 2016 pubblica per Hoepli Editore il Trattato fondamentale di fotografia, un manuale di tecnica e cultura fotografica che, primo in Italia, tratta l'argomento in modo analitico. Attualmente lavora alla regia de Il martello e la pietra un documentario su FM Einheit, ex percussionista degli Einstürzende Neubauten, per una coproduzione italo-tedesca.

Di lui hanno scritto: Bonomi, Canali, Hausel, Perretta, Manzoni, Montagnani, e Tinti.

 

RITRATTI D'OMBRE

di Gabriele Tinti

Sergio Marcelli pratica la fotografia come strumento di rilevazione antirealistico che esula dal qui ed ora fisico e concreto ma che, attraverso di esso, cerca un altrove che intuisce presente. Per fare ciò egli si serve di una modalità del fare tra le più tradizionali: il ritratto (…)

(Gabriele Tinti, Tre di tre, Antica fornace Laterizi, catalogo, Serra de’ Conti, 2006)

 

SERGIO MARCELLI EFFIGIEM BRAMATI FECIT

di Chiara Canali

Effigie Bramati” è un inedito ed enigmatico ritratto dell’artista in forma di video-installazione, realizzato dal fotografo e videoartista Sergio Marcelli che rilegge la ricerca di Simona Bramati sviscerandone i profondi e misteriosi intrecci esistenziali tra vita ed arte (…)

(Lachesi. Filatrice del destino, catalogo, Jesi 2007)

 

08 A.C.

di Gian Ruggero Manzoni

Lucrezio scrisse: “La vita è una lunga battaglia nelle tenebre… ma la goccia scava la pietra” così che la natura  mai si arrende e, di continuo, disfa e poi forma; parimenti, il cervello umano, o, ancor meglio, l’animo… lo spirito che ci vive e ci muove, diventa e ridiventa possibilità in perenne mutazione, pur rimanendo segno tangibile di un’origine che mai tradiremo, ritrovandoci (sempre) in essa, per elevarla ed elevarci (…)

(Galleria Cubo, catalogo, Ancona 2009)

 

LA SOLITUDINE NELLA MOLTITUDINE

di Maria Rita Montagnani

Certe volte incontrando la gente, ci aggiriamo con quel senso di estraneità che ci fa sentire isole in un mare di solitudine. Marcelli col suo sensibilissimo obiettivo riesce a sorprendere quelle solitudini stabilendo con ciascuna di esse una sorta di tacita condivisione, come se ognuno sapesse ma tacesse per pudore il peso della distanza tra se e gli altri, e anche tra se e il proprio io. Perciò ogni sua foto è il tentativo di ristabilire tra le persone e se stessi quella vicinanza esistenziale che ci sia di conforto e consolazione, che apra i nostri cuori a nuovi orizzonti di sentimento.

(Essere (e) Mistero, catalogo, 2014)

 

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